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20 mag 2011

Zubin Metha- -Bondi senza vergogna

Zubin Mehta non ha usato giri di parole. Il ministro per i Beni culturali Sandro Bondi, secondo il grande direttore d'orchestra, è "senza vergogna" per il trattamento e per i tagli riservati agli enti lirici. Da Mantova, dove Mehta ha parlato, la notizia è rimbalzata a Roma con immediata replica del ministro.
"Il Maestro Zubin Mehta - ha detto Bondi - non sa di cosa sta parlando. In questi anni il Ministero è stato particolarmente vicino al Maggio Musicale Fiorentino, così come a tutte le altre fondazioni liriche in difficoltà, come egli stesso può personalmente ricordare". Zubin Mehta è intervenuto nella città lombarda dove domani e domenica dirigerà il Rigoletto che andrà in onda su Raiuno, con Placido Domingo al suo debutto nel ruolo baritonale del protagonista.
"Spero che il Rigoletto sia d'ispirazione - ha detto il maestro - spero che il governo che taglia fondi a tutti i teatri lo guardi". Mehta si riferiva al Carlo Felice di Genova, dove i dipendenti sono in cassa integrazione definendo la situazione "una tragedia".
Ma ha parlato anche del suo Maggio fiorentino con cui è anche sceso in piazza per protestare contro la riforma voluta dal ministro Bondi. "E' senza vergogna - ha osservato il direttore riferendosi al ministro - e non ha il coraggio di venire a Firenze a parlare con noi. Anche con i sindacati di tutta Italia è rimasto a parlare dieci minuti e poi è andato via". Anche il mese scorso, ha sottolineato Mehta, al Maggio fiorentino è arrivato un ulteriore taglio di 2 milioni di euro. E' stato annunciato anche che lo Stato non pagherà la tournee del Maggio in Giappone "anche se avevano detto che avrebbero pagato i viaggi per le iniziative in occasione dei 150 anni dell'Unita' d'Italia".
"Firenze - ha ricordato - è dove è nata l'opera e si taglia dove non ci sono grandi industrie come a Torino e Milano. Noi abbiamo Gucci e Ferragamo". Quindi "brava la Rai - ha aggiunto - che non ha cancellato questa produzione all'ultimo momento e non ha tagliato nulla". La situazione dei finanziamenti certo in Europa è difficile anche se in Germania hanno tagliato meno che nel nostro Paese, in Austria le cose vanno bene mentre "in Italia - ha concluso Mehta - è una vergogna".
La risposta di Bondi
Il ministro ha risposto punto per punto alle contestazioni di Mehta sottolineando che "la situazione del Carlo Felice di Genova, così come quelle di altre realtà della lirica italiana, non può essere imputata a questo Governo, che anzi si è adoperato per varare una riforma, ampiamente condivisa in Parlamento, capace di risanare e rilanciare i teatri d'opera nazionali, ma è dovuta a un quindicennio di dissesti e malagestione". Bondi ha sottolineato poi che "la trasferta del Maggio in Giappone riguarda il 2011, anno per il quale non è ancora stato definito il riparto del FUS nè tantomeno preso in considerazione alcun progetto". "Conto sul fatto - ha concluso il ministro - che il Maestro Mehta riveda i suoi frettolosi e infondati giudizi offensivi che non merito in nessun modo".
Il portavoce del Pdl Daniele Capezzone si dice poi dispiaciuto che il maestro "si sia abbandonato a un giudizio superficiale e conformista nei confronti del ministro Bondi e del lavoro del Governo italiano". Anche il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Maria Giro definisce "inaccettabili" le accuse rivolte da Zubin Mehta mentre il responsabile cultura e informazione della segreteria nazionale del Pd, Matteo Orfini, esprime solidarietà a Mehta osservando che "l'intolleranza di chi ci governa di fronte alle critiche di artisti e intellettuali è davvero impressionante".

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