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13 mag 2011

Alla Scala 8 minuti di applausi ma anche dissensi. Polemica sul cambio del tenore

Otto minuti di applausi ma anche dissensi, soprattutto dal loggione, hanno accolto la conclusione del Don Carlo di Verdi, diretto da Daniele Gatti, che ha aperto la stagione alla Scala.
Gatti: soddisfatto, non è il momento di polemiche
Il direttore d'orchestra del Don Carlo si dice "soddisfatto" per l'andamento della prima alla Scala anche se subito precisa di non voler entrare nelle polemiche. "La vigilia è stata complcata - premette Daniele Gatti al termine della rappresentazione - ma è stata una bella serata. Sono soddisfatto, tutto è andato bene. Ora non è il momento di fare polemiche".
Letizia Moratti: bellissima opera, musica intensa
E' soddisfatta del Don Carlo che ha aperto oggi la stagione della Scala di Milano il sindaco Letizia Moratti. "Molto bella", ha detto all'uscita del teatro. "La musica è intensa - ha aggiunto - e la regia ha dato la possibilità di immergersi nel canto".
Platea divisa
Tra i più applauditi Dolora Zajick nel ruolo della principessa di Eboli mentre il 'piu' fischiato' è apparso Anatolij Kotscherga nella parte del Grande Inquisitore. Per gli altri personaggi pubblico diviso tra consensi e dissensi. Platea divisa anche sul tenore Stuart Neill. Le critiche del loggione, oltre a Gatti, 'imputato' per la scelta del tenore, non hanno risparmiato neppure il regista Stephane Braunschweig.
Una 'prima' della Scala senza le massime cariche dello Stato segnata dalle polemiche per la sostituzione in extremis del tenore calabrese, Giuseppe Filianoti.
Già lla fine del primo atto dal loggione, storico ritrovo degli appassionati non 'Vip', si sono levati una serie di 'Buu' all'indirizzo del direttore d'orchestra Daniele Gatti ai quali hanno replicato invece applausi provenienti dalla platea. 'Spaccatura' che si è riflessa nei primi giudizi: se c'è chi ha sottolineato una 'piacevole' contraddizione tra una scenografia molto scarna e dei costumi "molto belli", altri hanno invece sollevato critiche sulle voci dei protagonisti.
"La scenografia minimalista - ha sostenuto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni - è sicuramente d'effetto. In questa fase mi sembra adatta. Trovo tutto 'marciante' ".
 "I cantanti non sono tutti allo stesso livello - ha sottolineato l'ex procuratore di Milano e ora presidente del Conservatorio meneghino Francesco Saverio Borrelli - ma fino ad ora mi è piaciuto molto soprattutto per l'ambiguità dei rapporti tra i personaggi".
L'opinione prevalente è stata che la scenografia fosse molto bella, mentre sul tenore in molti hanno espresso riserve. "Hanno scelto un tenore di peso", è stata la battuta del ministro della Difesa, Ignazio La Russa, che si è detto "molto colpito dalla scenografia".
Assente il premier Silvio Berlusconi, la cui venuta è rimasta incerta fino all'ultimo, c'era invece sua moglie Veronica Lario presente in platea con Luigi Berlusconi. Mancavano le prime tre cariche dello Stato, a partire dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che, invece, aveva partecipato alla Prima un anno fa. A rappresentare il Governo cinque ministri, oltre a La Russa, Sandro Bondi (Beni culturali), Maurizio Sacconi (Salute), Gianfranco Rotondi (Attuazione del programma) e Angelino Alfano (Giustizia). Erano presenti in forze, invece, le istituzioni locali con il sindaco Letizia Moratti che ha accolto i capi di Stato del Togo, Rwanda, Albania e Slovacchia prima dell'inizio dell'opera e il presidente della Regione, Roberto Formigoni.
Diversi i rappresentanti del mondo imprenditoriale, dall'amministratore delegato di Intesa SanPaolo Corrado Passera, al presidente di Telecom Gabriele Galateri di Genola, all'Ad di Eni Paolo Scaroni, al collega di Edison Umberto Quadrino, al presidente di Mediaset Fedele Confalonieri, al banchiere Gerardo Bragiotti e al presidente della Banca popolare di Milano Roberto Mazzotta.
Del mondo della moda e dello spettacolo grande delusione per l'assenza di David Beckham e della moglie la spice Vittoria, mentre ci sono Valeria Marini, Marta Marzotto, Dolce e Gabbana e Renato Balestra, tra gli altri.
A chi faceva notare che l'assenza delle massime cariche dello Stato fosse penalizzante per un evento come la Prima della Scala, l'amministratore delegato in pectore dell'Expo 2015, Paolo Glisenti, braccio destro del sindaco, spiegava che "la Scala non è mai stato un evento segnato dalla presenza delle istituzioni. La Prima della Scala è la famiglia di Milano che si raccoglie e si apre agli amici stranieri".
Polemiche sul cambio del tenore
Tiene ancora banco alla prima della Scala, il cambio improvviso del tenore protagonista del Don Carlo. A una parte del pubblico non è infatti piaciuta la sostituzione di Giuseppe Filianoti con Stuart Neill, decisione difesa dal sovrintendente Stephane Lissner ma bocciata in particolare dai 'loggionisti' che alla fine del primo atto hanno 'salutato' il direttore d'orchestra, Daniele Gatti, con dei sonori 'Buu'. Se prima della rappresentazione Lissner aveva parlato di "scelta artistica" per mettere in campo il giocatore "migliore", lo stesso sovrintendente ha ribadito la propria convinzione al termine del secondo atto: "Uno spettacolo eccezionale" e le contestazioni a Gatti "una ripicca per la vicenda del tenore. In teatro lo si sa...".
Anche tra i 'Vip' però qualcuno ha da ridire: "La regia è buona - ha commentato Umberto Veronesi - come pure le scene. Buona anche la direzione anche se non ho capito perché solo all'ultimo momento si è deciso di escludere Filianoti. Queste sono cose che non si fanno, un teatro come la Scala avrebbe casomai dovuto farlo prima e non alla vigilia del debutto".
A non usare mezze misure è stata Marta Marzotto: "Mi disturba la bruttezza e la grassezza del Don Carlo", anche se precisa: "La voce è bella".
Per il ministro della Giustizia Angelino Alfano invece "il tenore è bravo".
Nessun commento infine dallo stesso Filianoti che si è presentato alla Scala, sedendosi in un palco della terza fila, ma che si è allontanato dal teatro prima della fine della rappresentazione.

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